Giurisprudenza - Fondazioni di partecipazione
Giurisprudenza

Consiglio di Stato, 14 marzo 2001, n. 78/01, sez. I

(in Rass. Giur. san., 2001, fasc. 211, 34).

Ai sensi dell’art. 10, 2º comma, d.p.r. 10 febbraio 2000, n. 361 (Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti di riconoscimento di persone giuridiche private e di approvazione delle modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto), le amministrazioni dello stato non sono competenti né in ordine all’eventuale revoca del riconoscimento della personalità giuridica alle associazioni private, né circa l’approvazione o meno delle modifiche statutarie; pertanto, residua in capo ai ministeri il solo obbligo di trasmettere gli atti alla prefettura competente per il territorio.

Consiglio di Stato, 20 dicembre 2000, n. 288/00, Commiss. spec.

(in Cons. Stato, 2001, I, 490).

A seguito dell'entrata in vigore del D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361 (Regolamento per la semplificazione dei procedimenti di riconoscimento delle persone giuridiche private e di approvazione delle modifiche dell'atto costitutivo e dello statuto), col quale è stato abrogato l'art. 12 c.c. ed è stato soppresso l'istituto del riconoscimento mediante concessione della personalità giuridica, le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento determinato dall'iscrizione nel registro istituito presso le prefetture, le quali sono legittimate a chiedere integrazioni documentali ed eventualmente a negare motivatamente l'iscrizione; pertanto, permane in capo all'amministrazione un potere di verifica delle condizioni di legittimità del riconoscimento, benché sia venuto meno il momento concessorio. Il modello giuridico dell'associazione e quello della fondazione sono fondati su presupposti giuridici e strutturali totalmente diversi tra loro, cui l'ordinamento ricollega differenti assetti di poteri, di garanzie e di controlli, che assumono significato specifico alla luce della volontà (associativa o fondativa) che ha dato vita all'ente; pertanto, non può esservi transizione diretta (trasformazione) dall'associazione alla fondazione, né tale scopo può essere raggiunto per il tramite di modifiche statutarie, che inciderebbero sulla sopravvivenza stessa dell'associazione, determinandone l'estinzione. L’istituto della fondazione di partecipazione rinviene la propria disciplina nel disposto dell’art. 12 c.c. (ora art. 1 D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361), nella parte in cui affianca alle associazioni e alle fondazioni le «altre persone giuridiche private», senza che sia quindi necessario definire una disciplina che contenga una commistione tra la normativa prescritta per le associazioni e quella prevista per le fondazioni, perché sarà quest’ultima a fornire le coordinate fondamentali ed uniche della fondazione di partecipazione.

Consiglio di Stato, 30 ottobre 1996, n. 2452/96, sez. II

(in Cons. Stato, 1998, I, 1449).

La presenza nell’assetto organizzativo di una fondazione (nella specie, del festival dei due mondi) di un organo assembleare non qualifica ipso iure tale ente come associazione, in quanto l’organo assembleare non è indice assoluto della natura giuridica associativa.

Consiglio di Stato, 22 novembre1995, n. 2898/95, sez. II

(in Cons. Stato, 1997, I, 1156).

Ha carattere di associazione, e non di fondazione, l’istituzione che, pur avendo un patrimonio sufficiente al perseguimento dei fini istituzionali, sia costituita da varie categorie di soci e da un’assemblea sociale competente ad adottare i principali atti di indirizzo finanziario, con scissione fra base sociale ed amministrazione e con funzione dominante dell’elemento personalistico.

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