Art. 48 d.lgs. n. 346/1990 apertura forzata di cassetta di sicurezza
Art. 48 d.lgs. n. 346/1990
apertura forzata di cassetta di sicurezza
di Ugo Friedmann
Consiglio Nazionale del Notariato - Studio n. 21/2003/T
Pubblicato nella rivista Studi e materiali CNN, Milano, 2/2003, p. 571 ss..

Il quesito ha per oggetto la circostanza se in sede di "apertura forzata di cassetta di sicurezza" (ovvero nella fattispecie regolata dall’articolo 1841 del codice civile) possa o meglio ancora debba assumere rilevanza il disposto dell'art. 48 del d.lgs 346/90(1) e se quindi al notaio incombano obblighi di verifica delle condizioni previste dalla norma fiscale

Prescindendo dalle considerazioni che potrebbero farsi in relazione alla vigenza della norma dell'art. 48 del d.lgs 346/90 ed in particolare del comma 6 della stessa dopo la entrata in vigore della legge 383/2001, per cui si rinvia al precedente studio del C.N.N. in materia(2), il quesito pone il problema di valutare se esista una interdipendenza fra la norma civilistica e quella fiscale in relazione agli obblighi che al notaio incombono nel caso di specie.

Volendo partire dall'esame dei suddetti obblighi e dalla "ratio" ad essi sottesa, pare che la norma civilistica di che appresso sia del tutto assorbente rispetto a quella fiscale(3).

Invero l'art. 1841 cod. civ. si pone come fattispecie particolare rispetto alla norma generale dell'art. 1840 cod. civ., (che detta le regole per la apertura della cassetta di sicurezza in presenza di più cointestatari ovvero di morte dell’intestatario o di uno degli intestatari) ed espressamente prevede a carico del concedente (Banca) specifici obblighi di accertamento prima di consentirne l’apertura stessa.

Più precisamente l'art. 1841 cod. civ. prevede che «quando il contratto è scaduto, la banca, previa intimazione all'intestatario e decorsi sei mesi dalla data della medesima, può chiedere al tribunale l'autorizzazione ad aprire la cassetta. L'intimazione può farsi anche mediante raccomandata con avviso di ricevimento.

L'apertura si esegue con l'assistenza di un notaio all'uopo designato e con le cautele che il tribunale ritiene opportune.

Il tribunale può dare le disposizioni necessarie per la conservazione degli oggetti rinvenuti e può ordinare la vendita di quella parte di essi che occorra al soddisfacimento di quanto è dovuto alla banca per canoni e spese».(4)

Si pone il problema, dunque, se la procedura prevista dall’art. 1841 cod. civ. sopra indicata trovi un ostacolo, ovvero una integrazione, nel disposto della norma fiscale sopra citata qualora uno o tutti gli intestatari siano deceduti.

Occorre prima individuare la “ratio” della norma dell'art. 48 del d.lgs 346/90, che è, rectius era, sicuramente quella di evitare che potesse essere sottratta base imponibile, con la duplice cautela dell'obbligo di annotare in ordine cronologico le aperture della cassetta e di far dichiarare al cointestatario che tutti gli altri eventuali cointestatari sono in vita al momento dell'apertura, prevedendo altresì che non si potesse procedere alla apertura della cassetta se non previa comunicazione da parte del concedente al competente ufficio del registro.

Alla luce di quanto sopra è di tutta evidenza che, quanto meno relativamente a successioni apertesi prima del 25 ottobre 2001, il notaio chiamato a procedere all'apertura della cassetta di sicurezza (fuori dai casi regolati dall'art. 1841 cod. civ.) non possa esimersi dal verificare che a detti adempimenti si sia dato corso, trovando il notaio la sua competenza all'apertura(5) senza necessità di investitura da parte del giudice proprio per la sua qualità di pubblico ufficiale, che assicura la certezza del corretto adempimento del dettato normativo fiscale.

Va peraltro chiarito che l'art. 48 del d.lgs 346/90, nei vari commi in cui è articolato, individua chiaramente i destinatari degli obblighi o dei divieti di volta in volta previsti, e non vi è dubbio alcuno che il destinatario degli obblighi relativi all’apertura delle cassette di sicurezza è la banca

Ne segue, in relazione a quanto detto circa la competenza del notaio all'apertura delle cassette di sicurezza a termini dell'art. 48 del d.lgs 346/90, che detta competenza trova la sua fonte nella norma di legge e non certo nell’avvenuta formalità di comunicazione da parte della banca che la legge prevede, e pertanto se è indubbio un onere per il notaio di verificare la avvenuta comunicazione, non è probabilmente facoltà del medesimo notaio il rifiutare l'apertura ove la comunicazione non abbia avuto luogo(6).

Della mancata comunicazione il notaio dovrà sicuramente dare atto nel verbale e di ciò la Amministrazione sarà portata a conoscenza attraverso la registrazione del verbale medesimo.

Affatto differente è il caso oggetto del presente studio e cioè quello della apertura forzata della cassetta di sicurezza regolata dall'art. 1841 cod. civ.

Invero la norma prescinde dal fatto che il concessionario/concessionari della cassetta siano in vita, tanto che nella sua formulazione prevede che, preventivamente, la Banca debba documentare al Tribunale di avere inutilmente intimato al concessionario (concessionari ove più di uno) e ottenga dal detto tribunale l'autorizzazione all'apertura "con l'assistenza di un notaio all'uopo designato" e con le cautele che il tribunale ritiene opportune.

Di più: la stessa norma, prescindendo dalla titolarità dei beni contenuti nella cassetta, prevede anche che gli stessi possano esser venduti onde soddisfare il credito della banca per i canoni scaduti.

Alla luce di quanto sopra diviene difficile pensare che il notaio designato possa entrare nel merito della titolarità della cassetta, della eventuale esistenza o meno in vita del concessionario "inerte" e che, anche ove sappia che il concessionario è deceduto, possa opporre alla banca un rifiuto all'apertura in assenza della comunicazione alla amministrazione finanziaria(7).

Volendo tentare da ultimo una diversa chiave di lettura della norma dell'art. 1841 cod. civ. si potrebbe pensare che presupposti dell’applicazione dello stesso siano, oltre che il contratto scaduto(8), anche il fatto che il concessionario intimato sia ancora in vita, venendo altrimenti la norma ad essere inapplicabile.

Ciò però è sicuramente da escludere, perché anche ove si voglia ritenere che incomba alla banca, in caso di concessionario defunto, un obbligo di comunicazione alla amministrazione finanziaria (9), la mancata comunicazione nella fattispecie in esame non potrà mai essere rilevata o addotta a motivo di rifiuto a procedere alla apertura della cassetta da parte del notaio designato.

Anche perché, a ben vedere, se così fosse probabilmente al notaio si porrebbe il ben più grave problema di verificare se il provvedimento del giudice che autorizza l'apertura sia valido, in quanto che l’intimazione sulla quale il provvedimento si regge sarebbe stata dalla banca fatta a soggetto inesistente e quindi l'obiezione non dovrebbe toccare il pur rilevante aspetto fiscale, ma quello più rilevante sostanziale.

Sicuramente apprezzabile, quindi, dal punto di vista deontologico, è il comportamento del notaio che faccia rilevare alla banca la mancata comunicazione, fermo restando che il notaio procederà poi alla apertura per la quale è stato designato senza obbligo alcuno di menzione o ulteriore verifica circa la circostanza sopra indicata.


(1) Norma che al comma 6 dispone che "le cassette di sicurezza non possono essere aperte dai concessionari,prima che gli stessi abbiano apposto la loro firma,con l'indicazione della data e dell'ora dell'apertura,su apposito registro tenuto dai concedenti in forma cronologica e senza fogli o spazi bianchi e abbiano dichiarato pe riscritto sul registro stesso che le eventuali altre persone aventi facoltà di aprirle sono tuttora in vita
Le cassette di sicurezza, dopo la morte del concessionario o di uno dei concessionari, possono essere aperte solo alla presenza di un funzionario dell'Amministrazione finanziaria o di un notaio, che redige l'inventario del contenuto,previa comunicazione da parte del concedente all'ufficio del registro, nella cui circoscrizione deve essere redatto l'inventario, del giorno e dell'ora dell'apertura"
(2) Ugo Friedmann e Gaetano Petrelli studio 90/2001/T approvato dalla Commissione Studi Tributari il 26 ottobre 2001 e dal CNN in data 8-9 novembre 2001 pubblicato in STUDI E MATERIALI, Anno I, fasc1-2002 GIUFFRE'
(3) Anche volendo affermare la piena vigenza di quest’ultima, con particolare riguardo a successioni apertesi prima del 25 ottobre 2001 data di entrata in vigore della norma della legge 383/2001.
(4) in applicazione degli articoli 21 e 22 dello schema di contratto ABI si prevede ad esempio la facoltà per la Banca di seguire la procedura de quo quando l'utente non paghi il canone, in caso di morte dell'utente ove non si rintracci la chiave, ove l'utente dichiarato fallito rifiuti di rendere la chiave al curatore, nel caso in cui il cointestatario con uso congiunto si rifiuti di cooperare all'apertura della cassetta .... CIAN TRABUCCHI Commentario Breve al Codice Civile CEDAM sesta edizione pag.1841
(5) non si vuole qui riprendere il dibattito apertosi all'indomani della novella del 1990 che previde espressamente la competenza del notaio all'apertura della cassetta nel caso in esame , senza necessità di autorizzazione da parte dell'autorità giudiziaria e che pare per ormai costante dottrina e prassi accertata
(6) non è questa la sede per la soluzione del prospettato problema, ma pare sicuramente preferibile la tesi che vede immutata la competenza del notaio e non la condiziona a un obbligo a carico di un'altro soggetto, non potendo la mancata comunicazione inficiare le garanzie insite nelle verbalizzazione notarile della apertura della cassetta , in alternativa all'intervento diretto dell'Ufficio
Le conseguenze sanzionatorie della mancata comunicazione graveranno comunque solo ed esclusivamente sulla Banca
(7) prova forse troppo il ragionamento che nel caso che qui esaminiamo è palese che la competenza alla apertura forzosa mai e poi mai potrà essere della banca alla presenza di un funzionario della amministrazione finanziaria e che quindi si verte in una fattispecie affatto particolare
(8) nella formulazione letterale della norma e prescindendo da eventuali interpretazioni estensive alla luce dei regolamenti ABI
(9) ricordando peraltro quanto detto sopra circa la distinzione tra le successioni aperte prima o dopo il 25 ottobre 2001.

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