Circolare 7 maggio 2001 n. 44/e dell'agenzia delle entrate, avente per oggetto "imposta sulle successioni e sulle donazioni - legge 21 novembre 2000, n. 342, art. 69". Aspetti particolari
Circolare 7 maggio 2001 n. 44/e dell'agenzia delle entrate, avente per oggetto "imposta sulle successioni e sulle donazioni - legge 21 novembre 2000, n. 342, art. 69".
Aspetti particolari (*).
di Luigi Bellini
Ugo Friedmann
Consiglio Nazionale del Notariato - Studio n. 69/2001/T
Pubblicato nella rivista Studi e materiali CNN, Milano, 1/2002, pag. 184 ss.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 44/E del 7 maggio 2001 avente per oggetto “Imposta sulle successioni e donazioni - Legge 21 novembre 2000, n. 342, art. 69” fornisce alcuni chiarimenti in merito all’imposta di successione e donazione così come ultimamente modificata dalla legge n. 342/2000 ed, in particolare, alle c.d. agevolazioni “prima casa” nelle successioni e donazioni.

Agevolazioni per l’acquisizione della “prima casa”

L’art. 69 della legge n. 342/2000, nel modificare profondamente le disposizioni relative alle imposte sulle successioni e sulle donazioni, introduce in materia le c.d. agevolazioni “prima casa”, stabilendo nel comma 3 che le imposte ipotecaria e catastale sono applicate in misura fissa – lire 250.000 per ciascuna imposta - per i trasferimenti della proprietà di case di abitazione non di lusso e per la costituzione o il trasferimento di diritti immobiliari relative alle stesse, derivanti da successioni o donazioni, quando in capo al beneficiario ovvero, in caso di pluralità di beneficiari, in capo ad almeno uno di essi, sussistano i requisiti e le condizioni previste in materia di acquisto della prima abitazione dall’art. 1, comma 1, quinto periodo della Tariffa, parte I, allegata al d.p.r. 26 aprile 1986, n. 131.

Per godere dei c.d. benefici oggetto del trasferimento deve essere una casa di abitazione non di lusso secondo i criteri di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969, e devono ricorrere le seguenti condizioni di cui alla Nota II-bis del predetto articolo:

  1. a) l’immobile deve essere ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall’acquisto(1) la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l’acquirente svolge la propria attività, ovvero, se trasferito all’estero per ragioni di lavoro , in quello in cui ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende, ovvero in caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero che l’immobile sia acquistato come prima casa nel territorio italiano. La dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune ove è ubicato l’immobile acquistato deve essere resa a pena di decadenza dall’acquirente nell’atto di acquisto;
  2. b) nell’atto di acquisto l’acquirente deve dichiarare di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare;
  3. c) nell’atto di acquisto l’acquirente deve dichiarare di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale, su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni di cui al presente articolo ovvero di cui all'articolo 1 della legge 22 aprile 1982, n. 168, all'articolo 2 del decreto legge 7 febbraio1985, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 1985, n. 118, all'articolo 3, comma 2, della legge 31 dicembre 1991, n. 415, all'articolo 5, commi 2 e 3, dei decreti legge 21 gennaio 1992, n. 14, 20 marzo 1992, n. 237, e 29 maggio 1992, n. 293, all'articolo 2, commi 2 e 3, del decreto legge 24 luglio 1992, n. 348, all'articolo 1, commi 2 e 3, del decreto legge 24 settembre 1992, n. 388, all'articolo 1, commi 2 e 3, del decreto legge 24 novembre 1992, n. 455, all'articolo 1, comma 2, del decreto legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75, e all'articolo 16 del decreto legge 22 maggio 1993, n. 155, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 243.

Il comma 4 dell’art. 69 prescrive che le dichiarazioni di cui alla Nota II-bis dell’art. 1, della Tariffa, parte I, allegata al d.p.r. n. 131/1986, siano rese dall’interessato nella dichiarazione di successione o nell’atto di donazione.

Contenuto della circolare

La circolare in esame, nel premettere che l’art. 69 della legge 342/2000 ha profondamente innovato il regime dei tributi di successione e donazione, considerate le difficoltà di applicazione degli stessi e le novità in materia di imposte ipotecaria e catastale per i trasferimenti mortis causa o a titolo gratuito della proprietà di case di abitazione, detta una serie di chiarimenti, su alcuni dei quali pare opportuna una ulteriore riflessione.

Dichiarazioni sulla sussistenza dei requisiti

La circolare precisa che la volontà di usufruire delle agevolazioni deve essere manifestata dal richiedente con una dichiarazione resa nell’atto di donazione o mediante dichiarazione sostitutiva resa ai sensi degli artt. 46 e 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, approvato con d.p.r. 28 dicembre 2000, n. 445, da allegare alla dichiarazione di successione, giusta schema di modello allegato alla circolare stessa.

Dalla dichiarazione devono risultare la sussistenza dei requisiti con riferimento al momento del trasferimento dell’immobile.

OSSERVAZIONI

L’art. 69, comma 4, recita testualmente:” Le dichiarazioni di cui alla Nota II-bis dell’art. 1 della Tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono rese dall’interessato nella dichiarazione di successione o nell’atto di donazione”.

Pertanto, in attesa della approvazione del nuovo modello di dichiarazione di successione, che la norma in commento prevede, la dichiarazione di volersi avvalere delle agevolazioni può essere inserita nell’attuale modello, nella seconda facciata della stesso, nella parte rimasta in bianco relativa al grado di parentela o in quella successiva relativa agli allegati o in qualche altro spazio della dichiarazione non utilizzato e sottoscritto – si badi bene – dagli interessati che richiedono i benefici.

Se, per carenza di spazio o, comunque, gli “interessati” ritengono di compilare un foglio allegato alla dichiarazione, ciò non comporta che si tratti di dichiarazione sostitutiva di certificazione o di dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi degli artt. 46 e 47 del d.p.r. 28 dicembre 2000 n. 445 – testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa.

Il richiamo che il modello contenuto nella circolare fa ai predetti articoli non è prescritto dalla norma in commento.

D’altra parte, la Nota II-bis dell’art. 1 della Tariffa, parte I, allegata al t.u.i.r., non prescrive la formalità indicata dalla circolare per la richiesta delle c.d. “agevolazioni prima casa”.

Per inciso, laddove il modello di dichiarazione allegato alla circolare parla di “agevolazioni c.d. prima casa” si riferisce evidentemente a quelle richiamate testualmente dalla lettera c) del primo comma della Nota II-bis art. 1 Tariffa parte I d.p.r. 131/86 e non alle agevolazioni portate dalla norma in commento.

Reiterazioni delle agevolazioni

L’altro aspetto che si vuole qui esaminare è quello relativo alla reiterabilità della agevolazione in occasione di successivo acquisto.

  1. a) per successione o donazione;
  2. b) per atto tra vivi a titolo oneroso.

Il caso a) è trattato dalla circolare che prevede la non reiterabilità dell’agevolazione “salvo che il trasferimento abbia ad oggetto quote dello stesso bene”.

Per la circolare solo in tale ultimo caso il soggetto che ha usufruito della agevolazione prevista dalla norma in commento può nuovamente usufruirne per l’acquisto di altra quota del medesimo bene.

Non si comprende quale sia il presupposto normativo che porta l’estensore della circolare a negare la reiterabilità negli altri casi.

Come infatti chiarito all’inizio di questo commento le “condizioni” per fruire della agevolazione introdotta dall’articolo 69 della legge 342/2000 sono quelle della Nota II-bis all’art. 1 Tariffa parte I d.p.r. 131/86 sopra letteralmente riportate.

Alla lettera c) in particolare, condizione escludente la agevolazione è quella di avere usufruito delle agevolazioni di cui alle norme tutte ivi citate tra cui non è ricompresa la legge 342/2000, con ciò intendendosi letteralmente possibile la reiterazione dell’agevolazione nel caso di ulteriore acquisto mortis causa o per donazione.

Altro problema è quello di valutare se esista o possa ipotizzarsi un diverso trattamento in relazione a quanto sopra tra colui che “richiede” la agevolazione e i cosiddetti “beneficiari indiretti” (cioè coloro che fruiscono dell’agevolazione per estensione, per il solo effetto della dichiarazione del richiedente) della agevolazione medesima.

Sembra che alla luce di quanto sopra esposto non possa negarsi la reiterazione della agevolazione a maggior ragione in capo a soggetti che sono stati beneficiari di un trattamento agevolativo “indiretto”.

Dato per scontato che il soggetto che fruisce “indirettamente” della agevolazione può goderne reiteratamente e senza limiti, ricorrendo i presupposti in capo a diverso soggetto che di volta in volta “richiede” la agevolazione, sembra che nel caso in cui il beneficiario indiretto richieda la agevolazione in occasione di successivo acquisto per donazione o successione, la medesima non possa essergli negata.

La circolare, infine, conferma quanto già ritenuto dai commentatori della norma, che l’applicazione dell’agevolazione non preclude la possibilità, in sede di successivo acquisto a titolo oneroso di altra abitazione, di fruire dei benefici previsti dall’art. 1, comma 1, quinto periodo, della Tariffa, parte I, allegata al d.p.r. n. 131/1986 “per la diversità dei presupposti – recita la circolare – che legittimano l’acquisto del bene in regime agevolato”.

Pur essendo pienamente condivisibile la conclusione della circolare, la giustificazione della reiterazione dell’agevolazione per l’eventuale successivo acquisto a titolo oneroso è da ricercarsi piuttosto nel più volte citato testo della lettera c) della più volte richiamata Nota II-bis e non in una “diversità di presupposti” non intellegibile nel sistema delle norme in vigore.

Si richiama l’attenzione sul fatto che per chi volesse richiedere l’agevolazione in occasione di un successivo atto “tra vivi” a titolo oneroso devono comunque sussistere i requisiti della lettera b) della più volte citata Nota II-bis art. 1 tariffa parte I d.p.r. 131/86.


(*) Le presenti note, predisposte subito dopo l’emanazione della circolare n. 44/E, non sono state diffuse finora, ritenendosi che la imminente soppressione della imposta sulle successioni e donazioni contenesse anche quella delle imposte ipotecaria e catastale sulle stesse o la loro riduzione nella misura fissa. Poiché nel relativo disegno di legge governativo sulla “manovra dei cento giorni” non si fa cenno a tali imposte si ritiene di diffonderne il testo.
(1) Termine elevato da un anno a diciotto mesi dall’art. 33, comma 12, della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Si ricorda che la C.M. 26 gennaio 2001 n. 6/E/2001/15235 dell’Agenzia delle entrate – Direzione centrale normativa e contenzioso, che riporta le risposte ad alcuni quesiti formulati in occasione della videoconferenza del 18 gennaio 2001 in materia di imposta di registro e altri tributi indiretti, ha affermato che il nuovo termine si riferisce agli atti stipulati (comprese le donazioni) o autenticati a decorrere dal 1° gennaio 2001 ed alle successioni aperte dalla stessa data. Per una lettura meno restrittiva di tale norma, secondo la quale tale termine decorrerebbe dalla data del trasferimento e, quindi, per quanto ci interessa, dalla data dell’apertura della successione, anche se anteriore al 1° gennaio 2001, L. Bellini in Commento alle “Agevolazioni “prima casa” e ricevute per “co-co-co” all’esame del Ministero”, in Corr. Trib. n. 13/2001, pagg. 989 e segg.

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