Le convenzioni matrimoniali provenienti dall'estero - Quesiti
Le convenzioni matrimoniali provenienti dall'estero
Quesiti
di Franco Salerno Cardillo
Notaio in Palermo

Stefano Stinella, Notaio in Ponte nelle Alpi

Tizio (cittadino Italiano) e Tizia (cittadina Marocchina) si sono sposati pochi mesi fa in Marocco e risiedono in Germania. Tizio ha intenzione di acquistare beni immobili sia in Italia, che in Germania, ma non vuole che Tizia possa vantare alcun diritto su tali beni. è possibile che tra una anno gli stessi si trasferiscano in Italia.

Soluzione che ha suggerito:

Attendere la trascrizione in Italia del matrimonio (anche se ha qualche dubbio sul fatto che possa essere trascritto presso il registro dallo stato civile e, in caso di soluzione positiva, presso qualche Comune. Quello di nascita di Tizio?)

Annotare a margine l'atto pubblico con testimoni + interprete (Tizia non parla l'italiano) con cui gli stessi optano - come legge regolatrice dei loro rapporti patrimoniali - per la legge italiana e, nell'ambito di questa, per il regime di separazione dei beni.

è una soluzione corretta? E se sì tale atto andrebbe soggetto a qualche forma di pubblicità anche in Germania?

RISPOSTA

1) Il matrimonio di Tizio ben può essere trascritto nei registri di stato civile ai sensi dell'art. 63, 2° comma, lett. c), del D.P.R. 03 novembre 2000 n. 396.

2) Per quanto attiene l'ufficio di stato civile competente si rinvia agli articoli 16 e 17 del citato D.P.R. 396/2000.

3) Ai sensi dell'art. 30 legge 218/1995, Tizio e Tizia potranno scegliere la legge italiana quale legge applicabile ai loro rapporti patrimoniali e scegliere il regime della separazione dei beni (il problema della mancata conoscenza di Tizia della lingua italiana è comune a tutti gli atti in cui una parte non conosca la nostra lingua).

4) Sia la scelta della legge applicabile, che la scelta del regime di separazione dei beni, potranno essere annotati a margine del loro atto di matrimonio ai sensi dell'art. 69 del citato D.P.R. 396/2000.

5) Quanto alla pubblicità da effettuare in Germania, questo dipende da cosa prevede il diritto tedesco, ma in ogni caso non ha alcuna rilevanza ai fini della opponibilità ai terzi dal punto di vista dell'ordinamento italiano.

Quella sopra esposta è la soluzione migliore anche ai fini della opponibilità ai terzi.

Va precisato che in mancanza di scelta della legge italiana, la legge regolatrice dei rapporti patrimoniali dei predetti coniugi sarebbe quella tedesca.

Infatti, ai sensi degli articoli 29 e 30 la legge applicabile al regime patrimoniale di coniugi aventi diversa cittadinanza (uno è italiano e l'altra marocchina) è quella dello Stato dove gli stessi hanno localizzato la loro vita matrimoniale (Germania).

Nel caso specifico non opera il rinvio (art. 13 L. 218/1995), in quanto la legge tedesca, in mancanza di legge nazionale comune o di ultima legge nazionale comune, applica la legge dello Stato dove i coniugi hanno la loro residenza abituale comune (che nell'esempio fatto è appunto la Germania).

La legge tedesca prevede quale regime legale quello della "partecipazione agli acquisti" che non determina una comunione tra i coniugi, ma fa sorgere al momento dello scioglimento del regime un diritto di credito a favore di uno dei coniugi per compensare i guadagni avuti dall'altro durante il matrimonio (una sorta di "comunione de residuo" italiana).

Pertanto, in caso di acquisto di un immobile in Italia, la titolarità dello stesso spetterà al solo coniuge acquirente, ferme restando le specifiche regole stabilite dal diritto tedesco in ordine agli atti di amministrazione e disposizione.

Nella ipotesi prospettata rimarrebbero le difficoltà in ordine alla opponibilità ai terzi, ampiamente prospettate nella relazione.

PUBBLICAZIONE
» Indice
» Approfondimenti
« Torna all'articolo