Il contributo del Notariato per l'attuazione delle semplificazioni in tema di mutui ipotecari - Prefazione

Il tema di questo Convegno intende esprimere la piena assunzione, da parte del Notariato, di un preciso indirizzo: del governo attento e responsabile dell'applicazione dei cambiamenti normativi, che anche quando scomodi e complessi, esigono da una categoria moderna e capace d'analisi, uno sforzo sistematico di non poco conto.

La cosiddetta semplificazione dei mutui ipotecari raccoglie, nella sintesi del linguaggio, interventi legislativi di vario tipo, talora disomogenei per ambito ed oggetti, tutti però accomunati da quell'ambizioso, e condivisibile progetto, inaugurato dal legislatore italiano, oramai da alcuni anni, caratterizzato dalla c.d. "protezione del consumatore".

È noto che il perno essenziale del nuovo indirizzo normativo ruota attorno a due costanti di tecnica legislativa: da un lato l'individuazione della nozione di consumatore, dall'altro la selezione dei "settori" in cui, lo stesso, si trova significativamente esposto al sacrificio dei propri interessi, in genere di fronte ad interlocutori negoziali dotati presuntivamente di strumenti più efficaci - per la realizzazione dei propri obiettivi contrattuali - di quanto la sua posizione economica e giuridica non gli assicuri e consenta.

Lo strumento generalmente utilizzato al temperamento dello squilibrio consiste nell'individuazione di una disciplina volta alla ricomposizione degli interessi in gioco. Per conseguire questo obiettivo le tecniche adottate appaiono in evoluzione: e così se da un lato giova ricordare che la nuova stagione normativa ha principiato con il riordino e la risistemazione delle clausole vessatorie nei rapporti tra professionista e consumatore, come stabilito nella legge 206 del 2005, d'altra parte è altrettanto agevole verificare che, in altri ambiti, si sono accentuati gli obblighi d'informazione, e la misura della "nullità di protezione" quali strumenti adeguati al perseguimento dello scopo, com'è accaduto nel D.lgs. 122 del 2005 relativamente alla disciplina degli immobili da costruire.

Più di recente, questa tendenza s'è unita alla necessità di "semplificare" nel settore della contrattazione e dei rapporti bancari, non tanto in ragione di un'astratta necessità di rendere semplice, o più semplice, un sistema oramai collaudato sul piano normativo ed operativo, quanto piuttosto in funzione dell'obiettivo dell'individuazione di segmenti dell'attività, lato sensu, bancaria in cui fosse possibile conseguire il medesimo risultato economico e giuridico a costi tendenzialmente più bassi, in specie per determinate categorie di soggetti.

La legge del 2 aprile 2007, n. 40 rappresenta, per l'aspetto che ne occupa, una tendenza evolutiva cui prestare attenzione proprio per la sua novità teleologica prima ancora che per la tecnica che ne risulta proposta.

Il nuovo provvedimento, infatti, inaugura le proprie misure sotto l'egida della "tutela dei consumatori" e dello "sviluppo della concorrenza". La novità appare concentrarsi non sull'isolata considerazione degli stessi, piuttosto nella loro combinazione.

A questa commistione l'operatore, ed in specie il notaio, deve prestare la massima considerazione, dal momento che la novità risulta foriera di un ulteriore significativo e brusco cambio di tendenza: il legislatore passa dalla tecnica della formazione di un "microsistema" destinato ad allocarsi, anche fisicamente, all'esterno della tradizionale raccolta codicistica - senza che ciò naturalmente abbia escluso la necessità di un profondo e talora difficile raccordo di principi - a quella della modifica della normativa codicistica con interferenze rilevanti in istituti che la letteratura tradizionale e la giurisprudenza avevano consolidato da tempo, con il risultato dell'aver consegnato, anche all'economia, un sistema completo nei suoi meccanismi sostanziali di funzionamento.

Si spiega, in questo senso, il disagio degli operatori, banche, avvocati, notai che nel confronto con la nuova normativa avvertono, talvolta in modo inconsapevole, la rilevanza della novità, sol che si pensi alla circostanza per cui la legge all'esame ha preteso di considerare una causa d'estinzione dell'ipoteca iscritta a corredo di mutui arricchendo, perciò, l'elencazione contenuta nel codice; ha interferito con la disciplina della pubblicità della stessa; ha inteso adottare misure nell'ambito dell'estinzione-rinnovazione di un rapporto contrattuale (quello di mutuo) non senza mostrare l'intrinseco limite espresso, già, nel termine "portabilità", il quale malcela il tentativo di dichiarare "semplice" ciò che non può esserlo, dal momento che il sistema del "trasferimento" della garanzia esige un intervento di carattere generale.

D'altro canto è fin troppo facile ribadire che sempre sarebbe auspicabile l'intervento generale rispetto al particolare, non fosse altro che per l'ovvia ragione per cui è necessario che gli strumenti siano sempre adeguati agli obiettivi, i quali, peraltro, come quelli al vaglio, il Notariato - già solo in ragione della propria funzione - non può che condividere.

Eppur tuttavia un atteggiamento di critica oltranzista alle evidenti asimmetrie che le novità normative in generale, e la legge 40 in particolare, comportano, appare sterile non solo sul piano della considerazione astratta, ma anche su quello tecnico ed operativo, in quanto ogni giudizio deve subordinarsi ad un tentativo di raccordo con il sistema, allo sforzo per una lettura complessiva che, libera da ogni pregiudizio corporativo, provi a rintracciare un fondo d'unitarietà e, soprattutto, di certezza dei rapporti giuridici in coerenza con la funzione notarile.

Né quest'atteggiamento coincide con l'acritica condivisione di scelte, talora, criptiche, o di soluzione inadeguate ai problemi che esse si propongono di risolvere.

Con questa premessa, e con questo spirito maturano la decisione e le scelte di questo Convegno, nel quale più che in altri risultano necessari il confronto del Notariato con la Pubblica Amministrazione che detiene il termometro dell'operatività degli strumenti legislativi, qui più che mai delicati considerato il coinvolgimento dei "libri fondiari", oltre che con altre esperienze normative, in specie con quelle dalla tradizione distante dal c.d. "Notariato latino". Da ciò la particolare necessità di un confronto e di una verifica con l'Accademia, che da lungo tempo collabora con il Notariato allo scopo d'indagare sulle relazioni tra impalcatura dogmatica e sistematica degli istituti e loro ricadute operative.

Per queste ragioni occorre ringraziare e complimentarsi con i Consiglieri Nazionali Giulia Clarizio e Pietro Caserta che hanno assunto il difficile compito di coordinare relazioni così complesse rispettivamente nelle due fasi in cui s'è scissa la giornata di studi, quella dedicata alla procedura semplificata di cancellazione dell'ipoteca, e quella riservata alla c.d. portabilità del mutuo, peraltro nel contesto di efficienza che ormai rappresenta uno "standard" della Fondazione, cui, oggi, hanno contribuito, il Consiglio Notarile di Venezia ed il Comitato Interregionale dei Consigli Notarili delle Tre Venezie.

Paolo Piccoli

Presidente del Consiglio di Amministrazione

della Fondazione Italiana per il Notariato

Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato

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