Contratto di divisione e autonomia privata - Prefazione

Dalla trattazione degli argomenti inerenti al tema oggetto del Convegno emerge, in modo inequivocabile, come a fronte di talune questioni, in un certo senso sopite, dal confronto quotidiano con l'applicazione pratica dell'istituto della divisione emergano dubbi e sorgano spunti per operarne una rivisitazione. Tale rivisitazione deve, in primo luogo, confrontarsi con i profili funzionali del contratto di divisione e con gli effetti che ad esso possono collegarsi.

In questo quadro va poi ad inserirsi il rapporto fra comunione e coeredità, alla luce, oltretutto, dell'impianto normativo disarticolato e, quindi, della necessità di raccordare varie disposizioni sparse nel codice valutando il grado di compatibilità tra i due sistemi, quello cioè della comunione ereditaria e quello della comunione ordinaria - o meglio non ereditaria - e la possibilità di osmosi fra gli stessi.

L'impresa non è facile, considerato il peso di una tradizione civilistica autorevole; e certo ancor più difficile per il notaio, operatore del diritto che deve innanzi tutto garantire, nell'esercizio della sua funzione di adeguamento ed anti-processuale, certezza. Ecco quindi che le occasioni come quella data da questo Convegno sono ideali per raffrontare le valutazioni che la migliore dottrina rielabora con le istanze che l'operare quotidiano consente di percepire.

Il prodotto di questa sintesi è nelle relazioni esposte, che oserei dire è a tutto tondo, perché oltre a leggere i tratti dell'istituto nei rapporti tra divisione contrattuale e divisione del testatore, tra il negozio ed i profili di carattere processualistico, vista anche l'interferenza con il sistema della divisione giudiziale e del richiamo costante all'idea del litisconsorzio necessario, tra questioni sostanziali e problematiche fiscali, consente probabilmente non di maturare certezze assolute ma di comprendere il dubbio e così affrontare le implicazioni pratiche con un grado di maggiore consapevolezza.

Certo non è stata scritta l'ultima parola sulla natura giuridica della divisione, sulla classificazione dei suoi effetti tra onerosità e corrispettività, dichiaratività e vicende traslative, né sulla sua struttura visto il ricorrente inquadramento nei contratti plurilaterali, da più parti contestato.

Tuttavia, per quanto nei tempi ristretti spesso non sia possibile svolgere tutto l'iter argomentativo, dagli interventi emergono comunque delle indicazioni su come affrontare con maggiore consapevolezza il nostro lavoro giornaliero, e, mi auguro, qualche strumento in più per fornire all'utente soluzioni alle problematiche concrete.

Il processo circolare fra deduzioni e induzioni, fra teoria e pratica ha questo vantaggio.

Bruno Volpe

Notaio in Bari

Coordinatore Commissione Studi Civilistici

Consiglio Nazionale del Notariato

Componente del Comitato Scientifico

Fondazione Italiana per il Notariato

Ernesto Quinto Bassi

Notaio in Cagliari

Coordinatore Commissione Propositiva

Consiglio Nazionale del Notariato

PUBBLICAZIONE
» Indice
» Approfondimenti