L'atto di notorieta' in diritto spagnolo
L'atto di notorieta' in diritto spagnolo
di Antonio Dominguez Mena
Notaio in Madrid

Introduzione e norme applicabili

Gli atti di notorietà sono regolati, in via generale, dagli articoli 209 e seguenti del regolamento notarile (R.N.). In particolare, e per quanto interessa nel nostro seminario, l'articolo 209-bis, introdotto dal Real decreto 368/1992, del 13 novembre [1992, n.d.t.], regola il procedimento che i notai spagnoli debbono seguire per dichiarare di chi siano gli eredi ab intestato di una persona, documento denominato, appunto, "Atto di notorietà per la dichiarazione degli eredi ab intestato", che ha sostituito la dichiarazione giudiziale di erede ab intestato nei casi che vedremo.

La norma fondamentale che attribuisce questa competenza esclusiva al notaio è costituita dall'articolo 979 della legge sul processo civile (Ley de Enjuiciamiento Civil - Lec) del 1881, come modificata dalla legge 30 aprile 1992, articolo che rimane vigente in virtù della disposizione unica della legge n. 1/2000, del 7 gennaio [2000, n.d.t.] sulla procedura civile, anche se questa competenza è limitata ai casi in cui i chiamati sono discendenti, ascendenti o coniuge del de cuius. Finalità della riforma era di alleggerire il carico di Tribunali in questa materia, ed è stato criticato il fatto che non sia stata estesa la competenza dei notai agli altri casi di chiamati all'eredità. A titolo di esempio può dirsi che questa competenza notarile ha ridotto enormemente la durata e il costo di questo genere di pratiche rispetto a quanto succedeva prima; nei casi di pratiche affidate al giudice il tempo richiesto per ottenere l'atto era compreso tra i sei e i dieci mesi, con un costo normalmente non inferiore ai seicento euro; oggi l'intervento del notaio ha ridotto l'attesa ad un mese ed il costo a meno di un terzo.

Di conseguenza l'esperienza ha dimostrato che la fiducia riposta nella competenza notarile in questa materia è stata un successo, dato che sia la durata che i costi si sono ampiamente ridotti rispetto al passato, così che una delle proposte per la futura legge sulla giurisdizione volontaria è quella che sia reso possibile il ricorso al notaio per la dichiarazione della qualità di eredi ab intestato anche a favore di parenti collaterali.

Differenza con altri atti

A differenza degli atti "de manifestaciones" (o "de referencia", come li denomina il regolamento notarile) nei quali il notaio si limita a ricevere le dichiarazioni della parte senza esigere alcun mezzo di prova, negli atti di notorietà è necessario fornire la documentazione che comprovi la morte del de cuius, la sua residenza, lo stato civile e i rapporti di parentela, così come la dichiarazione di due testimoni che confermino quanto sopra, ciò fa sì che tutti gli atti di notorietà abbiano per oggetto la prova e la fissazione di fatti notori sui quali possano essere stabiliti e dichiarati diritti e legittimate situazioni personali e patrimoniali con rilevanza giuridica (art. 209 R.N.).

Notaio competente

Al fine di evitare duplicazioni di attività e documentazione, esistono regole di competenza territoriale per i notai, e così sarà competente qualunque notaio che abbia competenza rispetto al luogo di ultimo domicilio in Spagna del defunto (più avanti si dirà del caso di stranieri deceduti in Spagna e che abbiano qui il loro ultimo domicilio).

Nello stesso modo, per evitare duplicazioni, il notaio richiesto di svolgere la pratica dovrà comunicare al suo Collegio Notarile l'inizio della stessa, cosicché resti esclusa la competenza di altri notai; esistono inoltre disposizioni nel caso in cui già risulti al Collegio che sia iniziata una pratica per il rilascio dell'atto di notorietà, nel qual caso dovrà essere sospesa quella successiva. Affinché ci sia tempo sufficiente per verificare l'inesistenza di altre procedure precedenti, il notaio non potrà rilasciare copie del proprio atto di notorietà se non dopo che siano trascorsi venti giorni liberi dalla comunicazione al Collegio. Attraverso la propria rete informatica solo i notai hanno la possibilità di consultare preventivamente se è già iniziata una pratica per il rilascio dell'atto di notorietà relativa al medesimo de cuius.

Chi può chiedere al notaio il rilascio di un atto di notorietà?

Qualunque persona ne abbia interesse, intendendosi chiunque abbia interesse a determinare chi sono gli eredi e in quali quote. Il richiedente deve attestare, sotto la propria responsabilità, la certezza dei fatti della cui notorietà si tratta. Questa richiesta viene formalizzata in un atto iscritto a repertorio con un proprio numero e nella data di presentazione della richiesta stessa.

Prove documentali

Per dichiarare la notorietà occorre documentare al notaio quanto segue:

  • la apertura della successione intestata, mediante presentazione del certificato di morte (si ottiene all'ufficio dello stato civile del luogo di morte) e di un certificato del Registro generale degli atti di ultima volontà (registro unico centralizzato per tutta la Spagna, tenuto dal Ministero della Giustizia e che riceve tutti i dati e le comunicazioni che effettuano i notai relativamente ai testamenti ricevuti o pubblicati);
  • la relazione di parentela delle persone che il richiedente indica come eredi del defunto, mediante il libretto di famiglia del de cuius o certificati dello stato civile;
  • l'ultimo domicilio del defunto, mediante il suo documento nazionale di identità [Dni, corrispondente alla carta di identità, n.d.t.] o con un certificato rilasciato dal Comune.

Tutti questi documenti, in originale o copia autentica, vanno allegati all'atto.

Prove testimoniali

Sarà necessario, poi, far constare la dichiarazione dei due testimoni che asseverino, per propria conoscenza o per notorietà, che a loro constano i fatti (positivi o negativi) la cui notorietà viene ad essere dichiarata. Possono essere testimoni i parenti e gli affini che non abbiano diretto interesse nella dichiarazione di notorietà. I testimoni dovranno confermare le circostanze relative alla residenza, e nazionalità del defunto, il suo stato civile, i legami di parentela con le persone che saranno indicate come eredi, l'inesistenza di altri parenti con pari o poziore diritto e le circostanze che potevano influire sullo stato civile del defunto al momento della sua morte.

Saranno altresì assunte le prove proposte dal richiedente o quelle che il notaio ritenga opportune al fine di attestare la nazionalità e la residenza del defunto o, se del caso, la legge straniera applicabile.

Le prove possono essere assunte nello stesso momento o in momenti distinti: in questo ultimo caso ciò si farà constare con separate attestazioni contenute nello stesso atto. Vale a dire, un giorno può essere assunta la prova documentale, un altro giorno quella per testimoni.

Come si conclude l'atto?

Una volta assunte tutte le prove e trascorso il termine di venti giorni dalla comunicazione dell'inizio della pratica al Collegio Notarile, il notaio - se ritiene di poterlo fare in ragione delle prove in suo possesso - farà constare che considera dimostrata la pretesa notorietà, dichiarando che i parenti del de cuius sono i suoi eredi ab intestato, con l'indicazione delle loro identità, e quali sono i diritti che per legge loro competono sull'eredità. Questa dichiarazione di notorietà si realizza con un autonomo atto, con data e numero di repertorio corrispondenti al giorno della sua sottoscrizione da parte del notaio (facendosi menzione di questo atto a margine dell'atto iniziale di richiesta).

Quindi ci saranno due distinti atti: quello che raccoglie la richiesta iniziale e l'assunzione delle prove, con data e numero di repertorio del giorno del suo inizio, e l'atto che contiene la dichiarazione di notorietà e di riconoscimento dei diritti successori, con data e numero di repertorio del giorno di chiusura (art. 210 R.N.).

Effetti dell'atto

La dichiarazione di notorietà è definitiva ed efficace, in sé stessa, senza necessità di alcuna altra pratica o approvazione successiva (art. 209 R.N.). Questo aspetto è stato confermato dalle risoluzioni della Direzione generale dei Registri e del Notariato (Dgrn) del Ministero della Giustizia dell'11 marzo e 18 giugno 2003, le quali precisano che l'atto è un documento notarile specifico che, in forza di legge, partecipa della medesima natura di atto di volontaria giurisdizione di cui già godeva il provvedimento giurisdizionale previgente, con la conseguenza che gli effetti del documento notarile sono oggi gli stessi che produceva il provvedimento giudiziario rispetto al titolo a succedere ab intestato. In tal modo la dichiarazione di notorietà è soggetta solamente all'eventuale controllo di merito del giudice, mentre in caso di presentazione ai pubblici registri potranno essere valutati solo gli aspetti relativi alla effettiva competenza del notaio in relazione al fatto che si trattasse di una successione ab intestato a beneficio di determinati parenti e gli aspetti formali dell'atto.

Straniero deceduto in Spagna, dove aveva l'ultimo domicilio

In conseguenza dell'aumento dei flussi migratori verso la Spagna di cittadini di altri Paesi, è sorta questione sulla competenza dei notai spagnoli per procedere alla redazione di atti di notorietà in caso di de cuius straniero deceduto in Spagna. Poiché si tratta certamente di un argomento di attualità e di interesse per il nostro seminario, vediamo di trattarlo brevemente.

In risposta ad uno specifico quesito, la Dgrn, con risoluzione del 18 gennaio 2005, ha confermato la competenza del notaio spagnolo a ricevere l'atto con il quale sia dichiarata la successione ab intestato di un de cuius straniero il quale avesse avuto il suo ultimo domicilio in Spagna o possedesse in Spagna beni immobili o conti bancari o di titoli. Un tale atto avrà, quanto meno, piena efficacia in territorio spagnolo.

L'atto viene redatto in conformità alla legge spagnola, ossia secondo quanto previsto dall'art. 209-bis del R.N. (lex fori regit processum, cfr. art. 3 Lec) e quindi dovrà darsi atto delle stesse circostanze richieste per un atto di notorietà che riguardi la successione di un defunto spagnolo. Naturalmente la legge applicabile alla successione sarà la legge straniera (conformemente all'art. 9, comma 8, del codice civile spagnolo).

Come si attesta l'apertura della successione intestata? Così come per i cittadini spagnoli, attraverso un certificato di morte e un certificato del registro generale degli atti di ultima volontà (se questo non fosse negativo dovrà essere accompagnato da un documento autentico o dalla sentenza definitiva da cui si ricavi senza riserve la invalidità della chiamata effettuata dal defunto o la sua inefficacia). Trattandosi, però, di de cuius stranieri si dovrà esibire inoltre un certificato equivalente a quello spagnolo del Registro degli Atti di ultima volontà del Paese di origine del defunto, sempre che in tale Paese sia prevista una qualche forma di pubblicità degli atti mortis causa. Questa documentazione, costituendo un particolare rigore sul punto, si concreta in una maggiore sicurezza per la dichiarazione che compirà il notaio.

Per sapere se un tale certificato degli atti di ultima volontà è obbligatorio nel Paese di origine del defunto sarà sufficiente la conoscenza che il notaio abbia della legislazione straniera, in caso diverso sarà una delle questioni su cui occorrerà acquisire la prova.

Si dovrà, poi, acquisire la prova della parentela con il de cuius, che si potrà ottenere con certificati dello stato civile o con il libretto di famiglia e, se tali documenti non sono previsti nella legislazione del Paese di origine, si dovranno esaminare gli altri documenti ufficiali in grado di attestare la relazione di parentela.

Per quanto attiene alla legge applicabile alla successione, la determinazione finale degli eredi si farà in conformità alla legge nazionale del defunto (art. 9, comma 8, c.c.) salvo che le norme di diritto internazionale privato di quella non facciano rinvio alle legge spagnola, unico caso di rinvio ammesso dal diritto internazionale privato spagnolo (art. 12, comma 2, c.c.). Tuttavia il rinvio non è ammesso se con esso si ottiene una scissione della successione, posto che l'art. 9, comma 8, c.c. è retto dal principio della unità e universalità della successione. In riferimento a questa questione il notaio dovrà anche valutare che la legge straniera applicabile non comporti violazione all'ordine pubblico spagnolo (art. 12, comma 3, c.c.) escludendone l'applicazione in caso contrario (ad esempio quando la chiamata ereditaria comporti discriminazione per ragioni di sesso, art. 14 Constitutione Spagnola).

Con riferimento alla verifica della legge che regola la successione, la legge straniera deve essere provata, poiché non si applica al diritto straniero il principio iura novit curia e, quindi, il contenuto della legge straniera chiamata a regolare la successione deve essere documentato, salvo che il notaio conosca lui stesso la legge applicabile e lo dichiari espressamente sotto la propria responsabilità nell'atto. In ogni caso dovrà darsi la prova del contenuto, della vigenza e della corrente interpretazione giurisprudenziale della legge straniera applicata.

Su chi grava l'onere della prova? Naturalmente al richiedente e nel caso in cui la parte istante non svolga la corrispondente attività probatoria dovrà respingersi la richiesta di atto di notorietà. Non ostante ciò, benché il notaio non sia obbligato a conoscere il diritto straniero, né a realizzare attività o ricerca alcuna al di là di ciò che sia ragionevole per averne conoscenza, se per qualunque ragione conoscesse la legge straniera applicabile potrebbe, d'ufficio, procedere alla sua applicazione, supplendo così alla inattività della parte richiedente.

Mezzi di prova del diritto straniero sono considerati fondamentalmente quelli documentali e peritali, essendo i primi di per sé idonei. Saranno costituiti da relazioni o certificati inviati da funzionari a ciò competenti (ad esempio il Console, o i notai dei paesi che possiedono un notariato di tipo latino). In ogni caso per costituire documento pubblico straniero esso deve conformarsi ai requisiti dell'art. 323 Lec. Dovranno essere tradotti, legalizzati o muniti di apostille. Nello stesso modo è ammessa prova periziale (relazione di perito, art. 335 Lec), vale a dire che, a giudizio del notaio, la legge straniera potrà essere documentata mediata la relazione di un avvocato, dottore in diritto o qualunque altro esperto, tenuto conto che sarà sempre il notaio che, in ultima istanza, valuterà se gli estremi forniti siano sufficienti. In ogni caso i mezzi di prova non costituiscono un elenco chiuso, poiché al notaio è attribuito il potere di decidere, sotto la propria responsabilità, se la prova presentata è sufficiente potendo, in caso contrario, domandare l'uso dei mezzi che ritenga del caso (cfr. art. 281, comma 3, Lec) per considerare l'attività probatoria adeguata allo scopo prefisso (e in difetto respingere la domanda presentata nell'instaurato procedimento di giurisdizione volontaria).

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