Profili internationali-privatistici del diritto francese delle successioni
Profili internationali-privatistici del diritto francese delle successioni [nota *]
di Zoe Ancel
Cridon Lione

Oggi, come l'indica il numero di casi trattati dal dipartimento di diritto internazionale del Cridon a Lione (circa 4000 riposte nel 2009), l'importanza dei casi internazionali si é intensificata in Francia come negli altri Paesi europei. Su questo aspetto, la posizione dell'Italia mi pare simile perché entrambi Paesi conoscono una forte immigrazione e anche sono entrambi Paesi attraenti a livello turistico.

Per conseguenza, il ruolo del notaio francese si é trasformato. Nel contesto attuale, il notaio francese diventa più sensibile alle problematiche internazionali.

Per presentarvi il diritto internazionale privato francese delle successioni - attuale e futuro -, ho scelto 4 assi di riflessione. Questa presentazione mi permette di fare un parallelo tra le norme di conflitto attuali e quelle che saranno applicate quando il progetto comunitario sarà in vigore.

I miei assi di riflessione sono ispirati del articolo di Rainer Hausmann chiamato «Community instrument on international successions and wills» che é stato pubblicato nelle raccolte intitolate «Le nuove competenze comunitarie. Obbligazioni alimentari e successioni» pubblicate dalla Cedam nel 2009. Nel suo articolo, il Prof. Rainer Hausmann, professore tedesco, fa una presentazione generale della genesi del Progetto di regolamento. Egli enuncia 5 caratteristiche del Progetto. Però, oggi, ne ho scelte solo 4 che mi sembrano le più interessanti da sviluppare nel quadro delle relazioni franco-italiane.

La prima caratteristica riguarda la scelta del sistema scissionistico in Francia oggi e quello unitario nell'Unione europea domani (I).

La seconda caratteristica riguarda il criterio di collegamento: quello del luogo dell'ultimo domicilio in Francia per i beni mobili, quello del luogo dell'ultima residenza abituale nel diritto comunitario (II).

La terza caratteristica riguarda il gioco del rinvio (III) mentre la quarta riguarda l'uso della professio iuris (IV).

Iniziamo con il regime della scissione della legge successoria che é stato scelto in Francia.

Dal regime della scissione a quello dell'unità della legge successoria

A - Oggi: regime della scissione nel Dip francese delle successioni

E' la giurisprudenza che ha adottato il sistema della scissione in Francia. Infatti, non esiste nessun testo o legge alla base della norma di conflitto nel Dip francese delle successioni.

Questa soluzione della scissione esiste in diritto francese da secoli, più esattamente dal trecento con Baldo e nel rispetto della regola latina «mobilia personam sequuntur, immobilia vero territorium».

Quindi, oggi, quando un notaio francese deve risolvere una successione che contiene degli elementi di estraneità, applica due norme diverse - una per i mobili, l'altra per gli immobili -:

Per i mobili: la successione mobiliare é disciplinata dalla legge del domicilio del de cuius. La giustificazione della scelta del domicilio come criterio per la successione mobiliare é pratica: la scelta del domicilio riposa sull'idea che i mobili si trovano presso il domicilio o almeno che era presso il suo domicilio che il de cuius amministrava il suo patrimonio mobile.

Per gli immobili, la soluzione é diversa: per quanto riguarda la successione immobiliare, é disciplinata dalla legge del luogo di situazione degli immobili. Anche qua, la scelta del criterio della situazione degli immobili ha una giustificazione pratica: si spiega con il legame di fatto che esiste tra la legge applicabile - la competenza legislativa - e la giurisdizione - che può essere il notaio e il registro fondiario - o la cosidetta competenza giurisdizionale.

Cioé la soluzione successoria é necessariamente accettata dallo Stato dove si trovano i beni immobiliari. Si applica la legge interna dello Stato della situazione dei beni.

Questo principio della scissione si applica sia nell'ambito di una successione ab intestato sia in una successione testamentaria.

Posso fornire due esempi tipici dove si può verificare il risultato della scissione.

Il mio primo esempio riguarda un cittadino italiano che decede domiciliato in Italia e lascia due immobili - uno in Francia e l'altro in Italia -. Lascia anche dei conti in banca in Francia e in Italia. Nella fattispecie, la devoluzione degli immobili in Francia é disciplinata dal diritto successorio francese. L'immobile in Italia deve essere devoluto secondo la legge italiana. I conti in banca - ovunque siano aperti - devono essere anche devoluti secondo la legge italiana.

E' un esempio nel quale si vede la scissione della legge applicabile: si applicano in concomitanza la legge francese e la legge italiana.

Il mio secondo esempio riguarda un cittadino italiano domiciliato in Francia e che lascia 1 coniuge superstite e 3 figli. Ha un conto in banca e un immobile in Francia. La totalità della sua successione é devoluta secondo la legge successoria francese. In presenza di figli, il coniuge superstite non é un legittimario. Il cittadino italiano potrebbe diseredare il suo coniuge.

La soluzione é contraria a quella italiana che applicherebbe la legge italiana, legge nazionale del de cuius, alla totalità della successione. In questo caso, il coniuge superstite avrebbe diritto alla legittima.

Il nostro sistema francese, che esiste in altri Paesi europei, é stato criticato. Questo sistema sarà rivoluzionato con l'entrata in vigore del regolamento e l'introduzione del sistema comunitario unitario.

B - Domani o dopodomani: regime dell'unità della legge successoria

Il progetto di regolamento prevede l'applicazione - come norma generale - di una legge unica: la legge dello Stato in cui il defunto aveva la residenza abituale al momento della morte (articolo 16).

Si applicherà la legge dell'ultima residenza abituale del defunto. Si abbandona dunque il regime della scissione.

Perché questo criterio dell'ultima residenza abituale del defunto é stato scelto?

Già, in Francia, il criterio dell'ultimo domicilio é stato proposto dalla dottrina moderna condotta dal Prof. Batiffol come norma generale. Aveva sviluppato l'idea che se c'erà una trasmissione di patrimonio, c'era un decesso e che un decesso é un fatto giuridico. Quindi, la successione era la conseguenza di un fatto giuridico. In diritto internazionale privato, si applica la legge del luogo dove il fatto giuridico é stato localizzato. La legge dell'ultimo domicilio del defunto doveva essere la norma generale ma per una ragione pratica - come abbiamo visto prima -, si applicava la lex rei sitae per gli immobili. Questa regola per gli immobili era una deroga.

Nel progetto, la giustificazione dell'ultima residenza abituale non é solo teorica ma anche pragmatica. La giustificazione della residenza abituale é il criterio più stretto con il centro degli interessi del defunto e spesso coincide con il luogo in cui é situata la maggior parte dei suoi beni. (Relazione del progetto, p. 6). C'é anche la volontà di permettere al testatore una ripartizione equa dei beni.

Se riprendiamo il primo esempio che ho dato -un Italiano deceduto con la residenza in Italia-, gli immobili e i conti in banca sono, nel nuovo sistema, devoluti secondo la legge italiana. La soluzione futura sarà diversa di quella attuale.

Riprendiamo il secondo esempio che ho dato, cioé un Italiano deceduto con la residenza in Francia e con beni localizzati in Francia, la totalità della successione francese é disciplinata dalla legge francese. La soluzione rimane la stessa anche dopo l'entrata in vigore del regolamento.

La seconda caratteristica riguarda il cambiamento del criterio di collegamento. Il diritto francese dovrà passare dal criterio dell'ultimo domicilio verso il criterio della residenza abituale.

Dal criterio parziale francese dell'ultimo domicilio verso il criterio comunitario generale della residenza abituale

A - Oggi: il criterio di collegamento dell'ultimo domicilio del defunto in Dip francese delle successioni mobiliari

Come abbiamo visto prima, quindi, questo criterio di collegamento - quello del luogo dell'ultimo domicilio - é riservato alla successione mobiliare.

La definizione del domicilio in diritto interno francese si trova agli articoli 102 e seguenti del codice civile: é il luogo della principale sede («lieu du principal établissement»).

La determinazione di questa principale sede é in realtà quella dell'abitazione reale.

E' quindi una questione di fatto ed é sottoposta al potere discrezionale dei giudici di merito.

Non cerchiamo solo di identificare l'abitazione reale ma si tratta anche di ricercare il domicilio volontario: deve esistere la volontà di fissare il suo principale stabilimento in un certo luogo.

Però, la volontà di fissarsi volontariamente in un nuovo luogo non richiede la rottura dei suoi legami con il suo domicilio di origine, con il suo medio sociale di origine.

Per esempio, é stato giudicato che uno straniero che viene per farsi curare in Francia e chi decede in Francia dopo parecchi mesi di cura e di residenza a casa di sua figlia non é stato "domiciliato" in Francia.

Il criterio del domicilio che é un criterio la cui delimitazione dava in genere luogo ad alcuni dubbi sarà sostituito dal criterio della residenza abituale, in attesa di definizione.

B - Domani o dopodomani: il criterio di collegamento comunitario della residenza abituale

La nozione di "residenza abituale" non ha una definizione unica in diritto comunitario.

La Corte di Giustizia ha dato parecchie definizioni. L'esempio più recente é quello dato nell'ambito del regolamento Bruxelles II-bis in un caso relativo all'autorità genitoriale (caso del 2 Aprile 2009 - n. C - 523/07). Si parla di una certa integrazione del minore in un ambiente sociale e familiare».

Su quest'argomento esiste una specificazione francese: infatti, la Corte di Cassazione, nel 2005, é stata adita in un caso di divorzio tra 2 coniugi inglesi e doveva applicare il regolamento Bruxelles II-bis per giustificare la competenza delle giurisdizioni francesi. Ha qualificato - senza sorpresa - la residenza abituale - che é un criterio di collegamento nel regolamento Bruxelles II-bis per i divorzi - di «nozione autonoma del diritto comunitario». Sarebbe dunque stato logico che dopo quest'affermazione, la Corte di Cassazione interrogasse la Corte di Giustizia per via di una questione pregiudiziale. Però, ha preferito dare questa definizione ... senza aver interrogatto prima la Corte! E' stato un modo un po' sorprendente di fare ...

Qual'é quindi la definizione scelta nel 2005 dalla Corte di Cassazione al posto della Corte di Giustizia? La definizione ritenuta dalla Corte di Cassazione francese é stata la seguente:

«la residenza abituale é il luogo dove la persona ha fissato il centro permanente o abituale dei suoi interessi, con la volontà di dargli un carattere stabile» (C. Cass., 14 dicembre 2005, n. 05-10.951).

Però, non é detto che la definizione data nell'ambito del regolamento Bruxelles II-bis della Corte di Giustizia sia "trasferibile" per sé nel diritto delle successioni.

Sembra che la Cjce definisca il concetto di residenza abituale diversamente secondo l'ambito del diritto comunitario di cui si tratta.

Ci sarebbe dunque una definizione specifica del concetto di "residenza abituale" secondo il regolamento utilizzato.

Per esempio, in una sentenza relativa allo statuto della pubblica amministrazione comunitaria, la Corte di Giustizia aveva definito la residenza abituale come «l'intenzione dell'interessato di stabilire il centro permanente dei suoi interessi in un altro Stato» (Caso De Witte, 9 ottobre 1984, sent. 188/83, Rec. P.3465).

In conclusione, la Cjce darà certamente una definizione autonoma e specifica della residenza abituale al regolamento comunitario sulle successioni.

Si deve sperare che una volta entrato in vigore il regolamento, una giurisdizione ponga una questione pregiudiziale chiedendo la definizione della residenza abituale alla Corte di Giustizia.

Passiamo quindi all'argomento relativo al rinvio e più esattamente al suo spiacevole accantonamento.

Dall'ammissione del rinvio verso l'esclusione del rinvio

A - Oggi: ammissione del rinvio nelle successioni mobiliari e immobiliari

Il diritto francese accetta, come il diritto italiano, il gioco del rinvio.

Il rinvio funziona sia nelle successioni mobiliari (abbiamo delle decisioni dagli anni 20) sia nelle successioni immobiliari (abbiamo una decisione della Corte di Cassazione del 2000 che lo conferma).

Il vantaggio del gioco del rinvio é di ottenere il coordinamento delle norme di conflitto.

Per esempio, quando un cittadino francese decede in Francia e lascia un bene immobile in Italia e dei conti in banca in Italia, la legge francese si applica ai conti in banca. La legge italiana del luogo di situazione si applica alla successione del bene immobile in Italia. Però la legge italiana cosi designata "rinvia" alla legge nazionale del defunto, cioé alla legge francese. Alla fine, la legge francese si applica alla totalità della successione. La soluzione é accettata da entrambi Paesi.

Però, una restrizione é stata ultimamente affermata dalle Corte di Cassazione francese al gioco del rinvio nella sua decisione dell' 11 febbraio 2009. La Corte di Cassazione ha deciso che «nell'ambito di una successione immobiliare, il rinvio operato dalla legge della situazione dell'immobile può essere ammesso solo se assicura l'unità successoria e l'applicazione di una legge unica ai mobili e immobili».

Questo riferimento all'unità della legge successoria può essere interpretato come un "presentimento", un annuncio, della riforma operata dal progetto.

Con l'entrata in vigore del regolamento, sarà abbandonato questo gioco di coordinamento ch'é il rinvio.

B - Domani o dopodomani: l'esclusione del rinvio

L'articolo 26 del regolamento vieta l'uso del rinvio anche nel caso in cui una legge extra-comunitaria sia designata.

Incontriamo spesso, in Francia, il caso in cui un cittadino francese non musulmano, in pensione, é andato a vivere in un Paese musulmano (Tunisia o Marocco). Dopo l'entrata in vigore del regolamento - e quindi senza il gioco del rinvio - si applicherà la legge tunisina o marocchina che é quella dell'ultima residenza del defunto nel nostro caso.

Il vantaggio maggiore del rinvio oggi é di permettere l'applicazione di una legge unica e, in caso di decesso in uno Stato extra-comunitario, ad una legge dell'Unione europea, cioé una legge facilmente conoscibile ed accessibile.

La ricerca del contenuto di una legge extracomunitaria può essere molto difficile, particolarmente nei diritti africani nei quali coabitano il diritto consuetudinario, il diritto religioso e anche spesso il diritto civile ereditato dal periodo coloniale.

Per esempio, nel Mali siamo oggi incapaci di assicurare l'identificazione della legge applicabile ad una successione.

L'abbandono del rinvio é certamente il mio più grande rimpianto nel progetto.

Soprattutto, lo svantaggio maggiore di questo abbandono sarà quello di aumentare il ricorso all'uso dell'ordine pubblico.

Per illustrare questo pericolo, possiamo riprendere l'esempio che vi ho dato poco prima, cioé un cittadino francese deceduto in Marocco con delle proprietà in Francia e in Marocco. Secondo il regolamento, si applicherà la legge marocchina alla totalità della successione, cioé si applicherano le norme della sharia. La discriminazione che opera la sharia nei confronti delle femmine é famosa: quindi se il defunto lascia tre figlie e un figlio, le femmine saranno sfavorite.

Solo il ricorso all'ordine pubblico permetterà di correggere la discriminazione nelle quote ereditarie.

Però, lo scopo del regolamento é di limitare l'uso della sanzione dell'ordine pubblico. In questi casi, la sanzione sarà sistematica.

La stessa dimostrazione sarebbe possibile anche con un cittadino italiano.

Mentre oggi, la soluzione che permette il rinvio é più semplice: il diritto marocchino rinvia alla legge nazionale del defunto straniero non musulmano. Quindi, abbiamo sempre l'applicazione della legge francese e - dunque - l'applicazione delle quote francesi ai figli.

Di conseguenza, rispettiamo la legge marocchina che designa la legge nazionale del defunto e rispettiamo la parità dei diritti tra eredi femmine e eredi maschi.

Finiamo con l'ammissione della professio iuris che sarà un'innovazione nell'ambito francese.

Dall'esclusione della professio iuris verso la sua ammissione

A - Oggi: esclusione della professio iuris

Al contrario del diritto italiano e particolarmente dell'articolo 46 della legge di Dip, il diritto francese non ammette la professio iuris.

Nel diritto internazionale privato francese, il collegamento relativo alla materia successoria é imperativo: si applica la legge sia dell'ultimo domicilio sia del luogo di situazione degli immobili.

Però la dottrina e i professionisti sono favorevoli all'introduzione di una professio iuris inquadrata.

B - Domani o dopodomani: l'ammissione della professio iuris (art. 17 del progetto)

Dal punto di vista francese, l'ammissione della professio iuris avrà due conseguenze maggiori: una simile a quella vissuta in Italia, cioé, la fine della protezione della legittima (1) ed un'altra, davvero propria al diritto francese (e anche belga), la fine del diritto di prelievo («droit de prélévement»).

1. La fine della protezione della legittima

La legittima é regolata dagli articoli 912 e seguenti del codice civile francese.

E' stata presentata una communicazione davanti al Senato francese, il 2 dicembre 2009, rimpiangendo la scomparsa della legittima mentre la sua importanza é «tanto storica quanto simbolica», mentre la legittima é «la traduzione di un dovere morale che si impone ai genitori» e che protegge in particolare i figli di primo letto quando i genitori preferiscono i figli di secondo letto ...

Lo scopo della proposta di risoluzione é di impedire ad un francese di aggirare le norme della legittima.

Comunque, in pratica, la rimessa in causa della legittima non dovrebbe essere così rivoluzionaria perché esistono già oggi dei meccanismi, come l'assicurazione sulla vita che permetteno di evitarla.

2. Esclusione del diritto di prelievo dell'articolo 2 della legge del 14 luglio 1819

Il diritto di prelievo previsto nella legge del 14 luglio 1819 prevede che: «il francese al quale la legge successoria straniera applicabile attribuisce dei diritti inferiori a quelli che gli sarebbero attribuiti dalla legge francese può prelevare sui beni situati in Francia una porzione uguale alla differenza di questi diritti» (P. MAYER et V. HEUZE', Droit International Privé, 2007, n. 812).

Il prelievo é un correttivo alla norma di conflitto francese che designa la legge di uno Stato straniero.

Quando la legge della residenza abituale, che é la legge successoria applicabile, prevede una quota inferiore a quella della legge francese, l'erede francese può prelevare sui beni successori situati in Francia la differenza tra le due quote, quella francese e quella straniera.

Dopo l'entrata in vigore del regolamento, non sarà più possibile invocare questo diritto di prelievo. Siccome già la legittima non sarà più protetta nell'ambito comunitario, il diritto di prelievo diventerà inefficace.


[nota *] E' stato conservato lo stile orale della relazione.

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