Valorizzazione del patrimonio pubblico nell'attuazione del federalismo demaniale
Valorizzazione del patrimonio pubblico nell'attuazione del federalismo demaniale
di Stefano Scalera
Direttore generale Ufficio VIII - Gestione e valorizzazione dell'attivo e del patrimonio dello Stato, Ministero dell'economia e delle finanze

La funzione del notaio, nota sin dal Diritto romano, si è evoluta in relazione alle esigenze della vita sociale ed economica sempre più complessa e che richiede una crescente capacità di spaziare su diverse materie.

Le parole del Carnelutti, «Tanto più notaio, tanto meno giudice», continuano, peraltro, a definire nel modo più appropriato la funzione del notaio se posto nella condizione di svolgere nel modo migliore il suo lavoro.

Questo ruolo è tornato in evidenza con la crisi dei mutui subprime, che ha richiamato l'attenzione sul necessario rapporto tra regole e controlli, riportando al centro del dibattito il ruolo e la funzione del settore pubblico e dei soggetti delegati di pubbliche funzioni.

Nell'ambito della Direzione che dirigo, che si occupa di valorizzazione dell'attivo e del patrimonio dello Stato, tale ruolo è accentuato dai valori in gioco. Per dare un riferimento, il valore dell'attivo, al 2003 - anno nel quale il conto del patrimonio venne da ultimo aggiornato - è stato stimato a 977.000 mld di euro. Aggiungendo quello delle Amministrazioni locali (ca. 649.000 mld) e degli Enti previdenziali (ca. 144.000 mld), si arriva ad un totale dell'Attivo, riferito alla pubblica amministrazione, di ca. 1.771.000 mld di euro [nota 1].

Il concetto di "valorizzazione" può essere molto ampio; valorizzare, nella filosofia della nostra Direzione, vuol dire estrarre valore dagli asset a disposizione, attraverso una diversa e più efficiente gestione.

Tale risultato si raggiunge solo attraverso un'accurata analisi dei beni; per questo è necessario un quadro conoscitivo completo ed aggiornato del patrimonio della pubblica amministrazione. La conoscenza puntuale del patrimonio consentirà di contrapporlo a quello del debito pubblico, oggetto di attenzione da parte degli operatori economici e finanziari internazionali.

In tema di conoscenza, la legge finanziaria per il 2010, ha promosso un'importante iniziativa, prevedendo la raccolta dei dati riferiti al patrimonio immobiliare.

L'applicazione dell'articolo 2, comma 222, della legge n. 191 del 23 dicembre 2009 (legge finanziaria 2010), costituisce, infatti, un momento importante per la conoscenza del patrimonio pubblico. Inoltre, attraverso un coordinamento con le Agenzie del demanio e del territorio, esempio concreto di sinergia tra Amministrazioni, sarà possibile avere un quadro completo della proprietà immobiliare pubblica, valutata a prezzi di mercato.

Uno dei momenti qualificanti di quest'azione sarà dato dalla verifica dell'accatastamento del bene in uso all'amministrazione. L'aggiornamento del Catasto è una delle iniziative promosse dall'Agenzia del territorio. Non mi dilungo nel richiamare, proprio a voi, l'importanza di un pubblico registro, quale quello catastale. Lasciatemi però, sottolineare che la richiesta di questi dati, all'interno della scheda informativa predisposta dal Dipartimento del tesoro, richiama l'attenzione delle pubbliche amministrazioni a una più corretta e puntuale identificazione dei beni posseduti.

Alla conoscenza del patrimonio immobiliare è dedicata, poi, un'altra importante iniziativa della Direzione VIII, volta a definire il contenuto del fascicolo immobiliare. Sono in corso di stesura, anche con il contributo del Notariato, le "Linee Guida per la costituzione di un fascicolo immobiliare", redatte con l'intento di specificare un percorso metodologico per pervenire ad una completa conoscenza del proprio portafoglio immobiliare.

Nel processo di valorizzazione del patrimonio pubblico, oltre alla conoscenza, assume un'importanza particolare l'ownership dei progetti che, con l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri dello schema di decreto legislativo sul federalismo demaniale, sarà sempre più vicino alle realtà locali. Il decreto prevede, infatti, l'attribuzione a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, di un loro patrimonio, ai sensi dell'articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione.

Il federalismo demaniale responsabilizza le Regioni e gli Enti locali, rendendoli protagonisti nella valorizzazione dei beni, anche attraverso progetti di riqualificazione, alla luce del loro forte radicamento sociale e delle competenze specifiche in tema di procedure di valorizzazione.

Ribadisco che valorizzare vuol dire individuare quell'utilizzo, o funzione, del bene che consente un incremento del suo valore a vantaggio della collettività.

Siamo, dunque, alla vigilia di intraprendere un nuovo percorso che va nella direzione di una maggiore efficacia, efficienza ed economicità delle strategie di policy di valorizzazione del patrimonio pubblico, anche alla luce dell'imminente emanazione dei decreti previsti dalla legge n. 42 del 2009, di attuazione del federalismo fiscale, di cui il federalismo demaniale rappresenta il primo step di implementazione.

E' necessario riaffermare l'impegno comune di tutti gli stakeholder, ossia degli interessi coinvolti, Istituzioni, Associazioni di categoria e Ordini professionali, il Vostro in particolare, il cui contributo sia diretto a realizzare efficacemente quegli obiettivi di valorizzazione degli attivi, così necessari e strategici per un'ottimale gestione della finanza pubblica.


[nota 1] Fonte: Mef, Programma di stabilità per l'Italia - Aggiornamento novembre 2004 (paragrafo 3.4 - La gestione dell'attivo).

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