Le famiglie eterodosse
Le famiglie eterodosse
di Guido De Rosa e Emanuele Calò

In Italia non vi è alcun riconoscimento legale delle convivenze, essendovi soltanto dei progetti. Tuttavia, diverse norme di legge contemplano i diritti dei conviventi, però manca una disciplina generale della materia. Di conseguenza, l’Italia per ora fa parte del gruppo di Paesi che non hanno una legislazione sulle cosiddette convivenze registrate. Ciò non toglie che possano essere stipulate convenzioni fra conviventi, come è stato peraltro da più parti chiarito (57).

La normativa italiana che consente il ricongiungimento familiare, in applicazione della direttiva 2004/38/CE (decreto legislativo 30/2007), si applica ormai anche alle convivenze registrate, e non sarebbe così scontato considerare che le conseguenze di tale riconoscimento possano andare oltre il mero ricongiungimento. Inoltre questa è una materia in cui potrebbero applicarsi i principi inerenti alle discriminazioni a rovescio, estendendo agli italiani i diritti riconosciuti ad altri cittadini europei. Infatti, l’art. 14 bis della legge 4 febbraio 2005, n. 11, recante norme generali sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari, introdotto dall’art. 6 della legge 7 luglio 2009, n. 88 (Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee - Legge comunitaria 2008) così dispone: (Parità di trattamento) -

1. Le norme italiane di recepimento e di attuazione di norme e principi della Comunità europea e dell'Unione europea assicurano la parità di trattamento dei cittadini italiani rispetto ai cittadini degli altri Stati membri dell'Unione europea residenti o stabiliti nel territorio nazionale e non possono in ogni caso comportare un trattamento sfavorevole dei cittadini italiani.

2. Nei confronti dei cittadini italiani non trovano applicazione norme dell'ordinamento giuridico italiano o prassi interne che producano effetti discriminatori rispetto alla condizione e al trattamento dei cittadini comunitari residenti o stabiliti nel territorio nazionale (58).

Questa normativa risolve per via legislativa quanto a suo tempo risolto dal giudice costituzionale (59): la questione della discriminazione a rovescio (60).

Ne consegue che una norma puramente interna potrebbe dar luogo a discriminazioni a rovescio, qualora le norme europee attribuissero ulteriori diritti a cittadini dell’U.E. che rientrano nell’ambito delle libertà fondamentali, rimanendone fuori coloro la cui situazione risulta puramente interna ad uno Stato membro (61). Questa potrebbe essere la risposta giusta al problema creato dal contrasto fra i principi di eguaglianza posti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea e la disciplina italiana che attribuisce ai figli il cognome paterno (62).


(57) D. Muritano, A. Pischetola, Accordi patrimoniali tra conviventi a attività notarile, in Letture notarili, Collana diretta da G. Laurini, Milano, 2009; vedi anche V. Marano, Le unioni di fatto – esperienza giuridica secolare e insegnamento della Chiesa, Milano, 2005.
(58) Cfr. A. Barone, Possibili effetti espansivi del (futuro) regolamento sulle successioni”, testo della relazione tenuta al Convegno Formanote di Treviso del 17 aprile 2010, di prossima pubblicazione nella e-library della Fondazione Italiana del Notariato
(59) Cass. 17 marzo 2009, n. 6441, Foro it, 2009, I, 2076, nota di E. Calò, Le convivenze omosessuali fra diritto e (discriminazione a) rovescio.
(60) R. ADAM- A. TIZZANO, Lineamenti di diritto dell’Unione europea, 2ª ed., Torino, 2010, 372-374; vedi anche E. Calò, Matrimonio à la carte – Matrimoni, convivenze registrate e divorzi dopo l’intervento comunitario, Milano, 2009, p. 68.
(61) A. Tryfonidou, Reverse discrimination in EC law, The Hague, 2009, 15; B. Nascimbene, Le discriminazioni all’inverso: Corte di Giustizia e Corte Costituzionale a confronto, in Corte Costituzionale, Diritto comunitario e diritto interno, Atti del seminario svoltosi presso la Consulta il 20 aprile 2007, Milano, 2008, 381; L.S. Rossi, I cittadini, in Il diritto privato dell’Unione Europea, a cura di A. Tizzano, II ed., I, in Trattato di D. Privato, diretto da M. Bessone, XXVI, Torino, 2006, 104 ss.; G. Davies, Nationality discrimination in the European Internal Market, The Hague, 2003, 125 ss.
(62) Vedi G. Grisi, L'aporia della norma che impone il patronimico, Europa e d. privato, 2010, p. 649; M. Trimarchi, Diritto all’identità e cognome della famiglia, in : A.A.V.V., Genitori e figli: quali riforme per le nuove famiglie, cit., p. 117 ss.

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