Adozione
Adozione
di Guido De Rosa e Emanuele Calò

L’adozione di maggiorenni è regolata dal codice civile, il quale dispone che essa è permessa alle persone che non hanno discendenti (a meno che essi siano maggiorenni e consenzienti), che hanno compiuto gli anni trentacinque e che superano almeno di diciotto anni l'età di coloro che essi intendono adottare. Quando eccezionali circostanze lo consigliano, il tribunale può autorizzare l'adozione se l'adottante ha raggiunto almeno l'età di trent'anni ferma restando la suddetta differenza d’età (art. 291 c.c. (82)). L'adottato conserva tutti i diritti e i doveri verso la sua famiglia di origine], salve le eccezioni stabilite dalla legge. L'adozione non induce alcun rapporto civile tra l'adottante e la famiglia dell'adottato né tra l'adottato e i parenti dell'adottante, salve le eccezioni stabilite dalla legge (art. 300 c.c.). L'adottato assume il cognome di chi lo adotta e lo antepone al proprio ; oltre al cognome l'adottato acquisisce anche i diritti successori, sia in relazione alla quota di legittima che in relazione alle successioni legittime.


(82) La Corte cost., con sentenza 19 maggio 1988, n. 557 ha dapprima dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo «nella parte in cui non consente l'adozione a persone che abbiano discendenti legittimi o legittimati maggiorenni e consenzienti» e poi con sentenza 20 luglio 2004, n. 245 «nella parte in cui non prevede che l'adozione di maggiorenni non possa essere pronunciata in presenza di figli naturali, riconosciuti dall'adottante, minorenni o, se maggiorenni, non consenzienti».

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