La separazione e il divorzio
La separazione e il divorzio
di Guido De Rosa e Emanuele Calò

La separazione personale dei coniugi può essere giudiziale o consensuale (art. 150 c.c.). La separazione giudiziale può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole. Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze, e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio (art. 151 c.c.).

La legge 1 dicembre 1970, n. 898, disciplina i casi di scioglimento del matrimonio (divorzio) la quale, all’art. 1, dispone che il giudice pronuncia lo scioglimento del matrimonio contratto a norma del codice civile, quando, esperito inutilmente il tentativo di conciliazione, accerta che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non può essere mantenuta o ricostituita per l'esistenza, fra altre, di una delle seguenti cause (art 3):

1) quando, dopo la celebrazione del matrimonio, l'altro coniuge è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, anche per fatti commessi in precedenza a pene per delitti gravi, elencati dalla stessa legge (vi è una disciplina particolare per certi delitti sessuali) ; sono compresi dei casi di estinzione del reato o di mancanza delle condizioni di punibilità, ma la mancanza di condanna non infirma l’accertamenti di specifici reati particolarmente aberranti;

2) nei casi in cui l'altro coniuge a) è stato assolto per vizio totale di mente per determinati delitti elencati dalla stessa legge, e si accerta l’inidoneità del convenuto alla convivenza familiare; b) è stata pronunciata con sentenza passata in giudicato la separazione giudiziale fra i coniugi, ovvero è stata omologata la separazione consensuale, quando la separazione sia durata ininterrottamente per almeno tre anni ; c) l'altro coniuge, cittadino straniero, ha ottenuto all'estero l'annullamento o lo scioglimento del matrimonio o ha contratto all'estero nuovo matrimonio; d) il matrimonio non è stato consumato; f) è passata in giudicato sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso.

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